PAV - Parco di arte vivente Torino
www.parcoartevivente.itSuperficie del lotto: 24.000 mq.
Superficie lorda edificata: 750 mq.
Altezza massima fuori terra: 5m
Cubatura: 3.000 mc.
Numero di piani fuori terra: 1
Numero di posti auto: 4 posti Bus
Costo di costruzione: 2.000.000,00 euro
Capogruppo Progettazione: Gianluca Cosmacini
Capogruppo: Gianluca Cosmacini
Progettista: Alessandro Fassi - Architettura bioclimatica e strutture
Progettista: Paolo Tkalez, Sigma PRO s.s. Ingegneria - Impianti meccanici
Progettista: Briamonte Studio Tecnico - Impianto elettrico
Progettista: Mario Vaccarone, Gladys Narvaez , GOLDER Ass.s.r.l. - Impianto Termico
Progettista: Gianluca Cosmacini - Coordinamento progetto, paesaggio e sistema del verde
Progettista: Massimo Venegoni, Studio DEDALO - Allestimento Bioma
Collaborazioni
Collaboratori: Silva Raule: Assistente al coordinamento - Germana Chiusano e Silva Furlan: Allestimenti interni BIOMA - Tea Taramino e Orietta Brombin: Didattica e Formazione - Riccardo Colella: Impianti e tecnologie informatiche di BIOMA.
Grafica:
Annachiara Solerio - Virtualgraphic , Torino
Costruzione
Appaltatore generale: GEFIM costruzioni SpA. Torino
Direzione Lavori: A. I. Studio - Arch. Vaschetti, Ing. Boffo
La “mission” del PAV è creare un nuova istituzione d’arte contemporanea “trasversale”, funzionale quindi a coinvolgere un largo pubblico, al di là del normale bacino di utenza delle istituzioni artistiche esistenti. Tale funzione si inquadra nel contesto delle iniziative politico-amministrative tese ad una crescita della domanda culturale nel territorio metropolitano e al potenziamento del cosiddetto turismo culturale, nazionale e internazionale. Gli elementi fondanti del progetto sono il connubio di arte , ecologia e biologia e la partecipazione attiva dei visitatori alle esperienze artistiche. Infine la sua caratterizzazione dal punto di vista architettonico è quella di un progetto informato da criteri di mutamento-trasformazione adattabilità-flessibilità.
LOCALIZZAZIONE
L’intervento verrà realizzato in una area di trasformazione nel sito industriale dismesso dello stabilimento della FRAMTEK in via Giordano Bruno. La superficie destinata a parco è di circa circa 23.000 mq. di cui 750 mq. (3000 mc.)destinati alla struttura espositiva che accoglierà i servizi, le aule didattiche e l’installazione BIOMA di Piero Gilardi. L’area è adiacente alla nuova sede degli uffici AMIAT in fase di realizzazione e a nuovi insediamenti di edilizia residenziale. Il parco confina verso lo scalo ferroviario di Torino Lingotto con la “Strada Olimpica” che collega il centro della città al Villaggio Olimpico e Media in fase di realizzazione sull’area degli ex Mercati Generali di Torino.
IBRIDAZIONE ARCHITETTURA-NATURA E ASPETTI BIOCLIMATICI
L’edificio è stato concepito come semi-ipogeo a pianta centrale ottagonale con corte interna. La modellazione del terreno che integra l`architettura con il paesaggio del parco circostante ha come effetto una sensibile riduzione delle superfici esposte all`esterno e in conseguenza delle dispersioni termiche. La superficie coperta dell’area espositiva compresi i servizi è di circa 750 mq. L’ingresso/serra è orientato a S per utilizzare l’apporto passivo di energia solare. I lati SE e SO della corte interna sono liberi da vegetazione e ospiteranno sistemi solari attivi. Sui lati opposti è addossata una vegetazione diffusa per l`ombreggiamento della corte durante il periodo estivo.La riduzione delle superfici vetrate è conseguente alla necessità di mantenere i vani e i percorsi degli ateliers privi dell’apporto di luce naturale. La struttura dell’edificio è composta da murature portanti in laterizio alveolare e solette in legno di abete a tavole affiancate con soprastante getto di calcestruzzo collaborante. La copertura è realizzata con un “tetto verde”. L’involucro esterno dell’edificio è isolato con terreno di riporto e protetto da uno strato in vetro cellulare con funzione di isolamento termico e protezione dall’umidità.I materiali utilizzati sono di origine naturale e non contengono sostanze di derivazione petrolchimica. Verrà impiegato legno di larice per il rivestimento delle facciate SE e SO della corte interna e pietra in blocchi a spacco per il rivestimento delle pareti NE e NO, terra cruda e intonaco a calce come rivestimento in alcune pareti interne, legno di abete a vista nel soffitto, e pavimenti in cemento oliato.
La struttura, di forma ottogonale, ospita l’installazione BIOMA, un percorso di “atelier” di libera espressione nei quali il pubblico potrà fare delle esperienze di manipolazione artistica, amplificata da una spettacolarizzazione e virtualizzazione, basate su programmi informatici ad algoritmi genetici.
I laboratori outdoor e indoor hanno la funzione di accogliere stage sul tema arte-natura e le attività dei gruppi collaborativi artista-utenti che realizzeranno le installazioni artistiche nei siti naturali all’esterno della struttura.










